giovedì 28 gennaio 2010

Speranza nel buio


di Pirsimona

Era scesa la notte e adesso orientarsi era diventato impossibile. Linda e Dave si erano inoltrati nella Foresta Cangiante fin dalle prime luci del mattino ed avevano camminato di buon passo per tutto il giorno. "Voglio accertarmi che Eldero stia bene", aveva detto Dave a Linda dopo la tempesta che si era abbattuta sulla montagna poche ore prima. Eldero era il nonno di Dave, uno sciamano che aveva scelto di vivere a contatto con la natura selvaggia e di allontanarsi dagli uomini alla ricerca del suo equilibrio spirituale, anche se questo aveva significato separarsi da quel bambino dai capelli rossi che si somigliava tanto.
E così si erano addentrati nella foresta sempre più fitta. Pian piano la luce aveva lasciato il posto al crepuscolo e quando i due giovani avevano tentato di trovare la via per il Fiume Colorato, unico loro punto di riferimento, si erano resi conto di essersi smarriti. In quel groviglio di alberi e cespugli ogni tronco era uguale al successivo, e il fogliame impenetrabile rendeva impossibile scorgere il cielo. Ogni rumore era terribilmente amplificato: ogni passo era un frusciare di foglie, uno spezzarsi di rami secchi, un calpestio di pietrisco. All'improvviso due piccole luci spuntarono nella notte: gli occhi di un lupo selvatico! Linda ebbe un fremito di paura, ma Dave la prese per mano: "Sta' tranquilla, questo è Shadi, il lupo che protegge mio nonno, lo riconosco dalla cicatrice sulle zampe... Sono sicuro che l'ha mandato Eldero! Shadi ci guiderà da lui, lo sento". E si affrettò a seguire la bestia che avanzava spedita girandosi di tanto in tanto per controllare che i due gli stessero dietro. Non era fcile seguirlo, il lupo era molto più agile e presto Dave e Linda pensarono di averlo perso in quell'intrigo di cespugli. Un improvviso ululato però li guidò verso una radura, dove gli alberi erano meno fitti e i rami si erano aperti a rivelare un debole bagliore argenteo. Proseguirono seguendo l'ululato e udirono uno sciaquio, dapprima lontano poi sempre più vicino, che fece loro capire di essere finalmente giunti al Fiume Colorato. In quella radura una luminosissima luna piena rischiarava la notte, ora un po' meno buia e minacciosa.

16 commenti:

  1. Un'avventura bellissima! Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo, quando cominciavo a leggere e rileggere i libri che mi piacevano.

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  2. Bello PirSimona, anche io, come Yorick, ho fatto un tuffo nel passato, quando leggevo Tex, Bleck Macigno e Capitan Miki. Di nascosto perché i miei genitori mi regalavano Piccole donne, Pinocchio e Cuore (il libro, non la rivista)

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  3. Quoto fara,
    ti avrei proposto per scrivere le bellissime storie di Tex e compagni.

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  4. Grazie a tutti! In realtà non mi sono ispirata nè a Tex nè agli altri personaggi citati da Fara (che nemmeno conosco, io leggevo Piccole Donne...).
    La cosa bella di questa scrittura sperimentale è che ognuno ci vede qualcosa che fa parte del proprio bagaglio di esperienze (artistiche e non): chissà cosa pensava Gianni intanto che disegnava, io poi vedendo il disegno ho creato la mia storia con i miei riferimenti, e ai lettori invece il racconto ha suggerito altro.
    Trovo che la cosa sia molto stimolante per tutti!

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  5. E' avvincente l'intreccio, ma mi ha colpito anche la scelta dei nomi: Foresta cangiante, Fiume colorato, Eldero, Shadi...

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  6. Anch'io ho pensato a Tex!
    Però hai ragione tu: ognuno di noi vede mille storie diverse nelle immagini proposte da SoleNuvole.
    Sicuramente i racconti sono influenzati dalle nostre esperienze e conoscenze... E a me piace molto scoprirvi attraverso le vostre parole e le vostre immagini! :)

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  7. A me ha fatto venire in mente Zanna Bianca: pur avendo letto tutte, ma proprio tutte, le cose che citate: capitan Miki è stato il mio primo fumetto: la mia passione per i fumetti nasce con lui, poi Blek, quindi Tex... (Piccole Donne, solo in tivù...). Cuore: sia deamicisiano che satirico: nella versione satirica ci ho disegnato dal primo all'ultimo numero!

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  8. Anche a me è piaciuta molto la scelta dei nomi tra fantasia e realtà: bellissimo il Fiume Colorato. Gianni, io questo quadro non lo conoscevo, ma lo hai realizzato adesso in occasione della storia?

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  9. No, Gigliola. E' un'illustrazione realizzata per "Diario" di qualche tempo fa.

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  10. Io dico sempre che qualsiasi cosa scriviamo o raccontiamo è una variante di sei sette storie che gli uomini continuano non solo a scrivere, ma anche a vivere.
    La tua è una delle più antiche, lo smarrimento, il bosco, il tunnel la foresta e infine la luce, la radura, il raggio argenteo della luna, oltre a rimandarci alla nascita è il cammino obbligato di ogni iniziazione.
    Questa storia la raccontiamo già dai tempi di Gilgamesh, passa per la selva oscura di Dante, per il castello di Kafka e continueremo a raccontarla fino alla fine dei tempi, almeno dei nostri; forse gli alieni che verranno avranno altre storie e mi fa rabbia non poterci essere per ascoltarle.
    Intanto sono contento di avere ascoltato te.

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  11. E dove lo lasciamo Zagor? I racconti illustrati e pubblicati fino ad oggi sono bellissimi, ognuno contiene il vissuto, l'esperienza e la fantasia di chi lo ha illustrato e di chi lo ha raccontato. Complimenti a tutti, un'iniziativa di questa portata e con questi effetti deve assolutamente essere diffusa se possibile ancora di più. A quando il prossimo quadro?

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  12. Ciao Paolo, benvenuto! Domani il prossimo racconto stuzzicato da un'altra immagine. E dopodomani si chiude il cerchio... Ma che tornerà ad riaprirsi prestissimo: sto già mettendo in cantiere le illustrazioni da cui scaturiranno una serie di fiabe multiple. Hai già letto la fiaba noir "La giacca rossa del topo scatenato"? Se non l'hai ancora fatto, vai su etichette, in alto a destra e fai clic su "Giacca rossa": non te ne pentirai. E se invece vai su scrittura sperimentale potresti imbatterti in "un'ingarbugliatissima sexy spy story": ce n'è per tutti i gusti... Mi piacerebbe che dessi voce anche tu a questa operazione: potrebbero aumentare le penne scrittrici!
    Zagor? Come no! vai a ritroso e troverai alla voce "fumetti" un omaggio allo spirito con la scure disegnato da un "mio" allievo: Joevito Nuccio. Non male, eh? Ciao.

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  13. Vero Salvatore, la nostra mente è limitata e i racconti esistono nella memoria collettiva, basta solo pescarli e questo succede quando una immagine, un suono, li evoca.

    Che la nostra "fantasia" ha dei limiti te ne accorgi, banalmente, con le "creazioni" degli alieni per i film di fantascienza: sono sempre il risultato dell'adattamento e rimescolamento di strutture presenti sulla terra

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  14. Brava Pirsimona!
    Adesso però sono curiosa: voglio sapere di più. Chi è Eldero? Che succede adesso?
    Non puoi lasciarci così!

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  15. Lì Dave e Linda si accamparono poichè, nonostante la luce della luna, non sarebbe stato prudente proseguire oltre. Erano troppo stanchi e presto Linda si addormentò davanti al fuoco che avevano acceso per scaldarsi.
    Dave però non riusciva a chiudere occhio, stava disteso nel suo giaciglio e con una mano carezzava il mantello morbido di Shadi, quel lupo che era diventato il suo angelo protettore. Continuava a pensare a Eldero, era certo che suo nonno stava bene e la presenza del lupo era il segnale che aveva cercato. Ma perchè Eldero non si era fatto vivo? Forse non voleva incontrarlo? Ma lui era suo nipote, sangue del suo sangue, non un uomo qualsiasi! Gli sarebbe bastato qualche minuto, sapeva che se avessero potuto guardarsi negli occhi sarebbero riusciti a dirsi tutto quello che non si erano confidati
    in una vita.
    Con questi pensieri Dave entrò in uno stato di dormiveglia tanto da non poter più distinguere tra cosa fosse sogno e cosa
    realtà. Si trovava ai piedi della Montagna Misteriosa, davanti a lui c'era un sentiero segnato tra gli alberi e sentiva fortissimo l'istinto di proseguire il cammino. All'inizio la strada era un lieve pendio, poi si faceva sempre più ripida e impegnativa.
    Si fermò a prender fiato quando improvvisamente scorse l'imponente figura di Eldero in sella al suo purosangue.
    "Nonno, sono io, sono qui per te! Ti prego guidami sulla Montagna Misteriosa". Eldero rimase a contemplare con nostalgia quel ragazzo per un tempo che parve non finire mai, poi finalmente disse: "Quando scali una montagna per raggiungere la vetta, l'arrivo può non essere come te lo aspetti, quella cima sul tetto del mondo non ti fa provare appagamento ma solo un vago senso di qualcosa che si è concluso e che ti lascia con la sabbia fine tra le mani, sabbia che scivola via e che non puoi trattenere. Forse il vero piacere della scoperta non sta nell'arrivare in vetta ma sta nel percorso della scalata che ti appassiona, che ti rende vivo. E' lo sforzo dei tuoi muscoli tesi, è il sudore che ti imperla la fronte, sono le tue le mani che si graffiano per guadagnare qualche metro ancora.
    E' saggio colui che scopre un posto dove si possa vedere il sole sorgere e tramontare, dove si possa trovare riparo se piove o soffia il vento. Ma soprattutto è saggio colui il quale vive con il coraggio delle proprie decisioni".
    Dave ebbe un sussulto ed aprì gli occhi. Quelle immagini frammiste di sogno e realtà erano svanite ma gli avevano lasciato la consapevolezza di un incontro che aveva aspettato da tanto tempo.

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  16. Brava Pirsimona. Saggio finale!

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